Cenni storici della Madonna Bambina

Santuario Maria Bambina di Milano - via Santa Sofia, 13
Il simulacro della Madonna Bambina è giunto a noi suore di Carità in modo del tutto originale.
La sua storia, non è un semplice susseguirsi di fatti, ma è una consegna di fede di chi ci ha preceduto, conservandolo con devozione anche nei momenti più difficili che hanno segnato la storia di Milano.
Il simulacro di Maria Bambina fu modellato da una monaca francescana di Todi, sr Isabella Fornari e portato a Milano nel 1738 da mons. Alberico Simonetta che lo affidò alle sorelle Cappuccine del monastero di Santa Maria degli Angeli.
A causa delle soppressioni degli Istituti religiosi prima ad opera di Giuseppe II e poi di Napoleone Bonaparte, il simulacro peregrinò in alcuni istituti religiosi della città e venne, infine affidato a don Luigi Bosisio, parroco di San Marco, che nel 1842 lo consegnò alla comunità delle Suore di carità che operava nell’ospedale Ciceri. L’Istituto delle Suore di Carità era stato fondato 10 anni prima, il 21 novembre 1832, da Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa a Lovere.
Nel 1876 dal Ciceri il simulacro seguì le Suore di Carità nella nuova sede generalizia in via Santa Sofia. Qui, nel 1884, una giovane postulante, Giulia Macario, baciandolo, fu miracolosamente guarita da una grave infermità. Si pensò allora di esporre l’immagine in una cappella provvisoria finché, nel 1888, ebbe il suo posto in un vero e proprio Santuario all’interno della casa. Questi fatti furono accompagnati da un forte incremento della devozione popolare a Maria Bambina e il piccolo Santuario divenne meta di numerosi fedeli. Le Suore di Carità iniziarono così ad essere chiamate Suore di Maria Bambina.
Nel bombardamento dell’agosto 1943 il piccolo Santuario fu distrutto, ma il simulacro era stato portato in salvo a Lecco- Maggianico.
Il nuovo Santuario, progettato dall’architetto Giovanni Muzio, sorse su un’area nelle vicinanze del precedente e venne consacrato dal card. Ildefonso Schuster nel 1953.
Nel Santuario si trova una reliquia contenente del sangue di San Giovanni Paolo II, il quale nel 1984 si recò in visita al Santuario proprio in occasione del centenario del miracolo e qui pregò Maria Bambina con quell’affetto filiale che ha sempre caratterizzato il suo pontificato.
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