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In terra rumena

Dal 1990 a oggi un segno di presenza accanto ai più giovani e agli ammalati.​​

Una terra segnata dalla Rivoluzione

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“Adorabile mio Salvatore io riconoscerò voi stesso in ciascuno dei tribolati e poverelli, fate sia loro di conforto e di aiuto”

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Nel marzo 1990 alcune persone, tra cui sr. Eugenia Lorenzi, furono mandate a Bucarest dall’USMI e dalla Caritas italiana a rilevare la situazione generale della Romania nell’immediato post-rivoluzione (dicembre 1989), e in particolare la situazione della vita religiosa.

Famiglia rumena con donne e bambini.
paesaggio rumeno

1990: invio delle prime sorelle

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“Là dove più grande e urgente è il bisogno”

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La Chiesa era chiamata a restituire dignità e speranza, sostegno e sicurezza. L’Istituto, sollecitato dal bisogno grande ed urgente della gente, soprattutto in ambito sanitario, ha aperto la missione in Romania il 2 novembre 1990 con l’invio di tre suore, infermiere.

La carità è contagiosa

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“Avrò particolarmente a cuore le giovani…cercherò di ottenere la loro amicizia, per poi condurle all’amicizia con Te.”

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Dopo alcuni anni alcune giovani rumene si sono avvicinate all’Istituto con il desiderio di condividere la nostra vita di carità. Così, dopo due anni è stato aperto il noviziato nel quale le giovani, accompagnate da sr. Laura Pelizza, maestra delle novizie e superiora della comunità, hanno potuto coltivare la loro vocazione

strada rumena

Strada Soveja 68

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“Strada Soveja 68: dopo 39 ore di auto e di furgone siamo arrivati. Ecco il treno.

 

Lo chiamano così con simpatia ed affetto le suore di Maria bambina che da qualche anno lo abitano.

 

È un edificio lungo e stretto da un lato pieno di finestre porte, dall'altro chiuso da un muro cieco che fa pensare a una casa tagliata a metà chissà per quale motivo.

 

Ad abitare la casa donne i cui volti dicono e nascondono le fatiche e le piccole gioie quotidiane,

volti che si offrono all'ospite sempre sorridenti.”

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