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Dall'India all'Italia con cuore aperto

4 ott
Tempo di lettura: 2 min

Ciao, sono sr Anthonyammal vengo dal Sud-Est-India e sono qui in Italia da 15 anni. Oggi presto servizio, insieme alle mie sorelle, in Fondazione sacra Famiglia a Cesano Boscone.


Se da una parte, ho attraversato veramente i confini geografici, per me essere missionaria è una scelta di vita. È incontrare gli altri con cuore aperto, portare speranza attraverso gesti concreti: una mano tesa, una parola di conforto, una presenza sincera accanto a chi è nel bisogno. Condivido con loro l’amore di Dio, la mia esperienza di fede e tutto questo mi aiuta ad avere uno sguardo ampio, universale, mi insegna a costruire ponti invece di muri, dialogo invece di distanza, comprensione invece di giudizio.



Lavoro ogni giorno con persone disabili, questo mi chiede tanta attenzione nel conoscere il loro bisogno, perché loro non riescono ad esprimerlo.


Nello stesso tempo mi insegnano tante cose, e nel loro modo di manifestarsi capisco che mi stanno ringraziando.

Prima di andare a letto, riguardo la giornata e sento che la loro vicinanza è presenza concreta del Signore Gesù Cristo.

 


Spesso si pensa che il missionario sia colui che dona tutto; in realtà scopro di ricevere molto di più in umanità, semplicità, gratitudine e una fede più profonda.


Perciò, ringrazio Dio per tutte le Sue meraviglie e per la Sua grazia, che mi permette di essere Suo strumento ovunque io sia. Essere missionario è un cammino che mi invita ogni giorno ad uscire da me stessa per diventare segno di speranza nel mondo. 


Le parole chiave della missione per me sono:

Ascolto: fermarsi per dare spazio agli altri e capire i loro bisogni profondi.

Dono: offrire il proprio tempo e le proprie capacità senza chiedere nulla in cambio.

Vicinanza: stare accanto a chi è solo o in difficoltà.

Testimonianza: dimostrare l'amore con i fatti prima che con i discorsi.


sr Anthonyammal

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