Piccoli flash di grazia: l'esperienza al carcere della Giudecca
Entrare in un luogo come il carcere della Giudecca significa varcare una soglia che va ben oltre i muri e le sbarre: significa lasciar cadere pregiudizi per mettersi semplicemente in ascolto. In questo articolo abbiamo raccolto i pensieri, le emozioni e i ricordi dei giovani che hanno condiviso del tempo con le donne detenute durante l'esperienza di carità 'Cercami il cuore' del mese di agosto 2026. Piccoli flash che raccontano la forza di un incontro capace di trasformare il cuore di chi dona e di chi riceve.


Una donna mi ha detto: «Tu stasera torni a casa. Io no.» Una frase semplice che mi è rimasta addosso. Quella donna, con una sola frase, mi ha mostrato ciò che avevo sotto gli occhi da sempre e non avevo mai visto davvero. Ho capito che la mia libertà di scegliere e muovermi è un privilegio dato per scontato: l'assenza della libertà la rende reale, e da quella sera qualcosa dentro di me non è più tornato al suo posto: è rimasto lì, a ricordarmi che le cose più preziose che abbiamo, sono spesso quelle a cui non pensiamo mai.
Sanchita

Mi hanno segnato il tempo e le relazioni autentiche nate con le detenute. Non mi aspettavo momenti di quotidianità e divertimento in un posto come il carcere. Spero di aver portato un respiro di felicità e sollievo nelle loro vite soprattutto con i miei abbracci, così come loro hanno reso il mio cuore pieno di gioia.
Nikola
È difficile sceglierne solo uno, ma di certo la Messa condivisa con le donne è il momento che mi ha suscitato le emozioni più forti. La gioia di aver visto Dio tra tutti noi in un luogo che viene comunemente considerato abbandonato a sé stesso; la bellezza della condivisione di alcune donne nella loro relazione con la fede, che fa capire quanto sia forte la Sua presenza e quanto loro siano coraggiose e piene di spirito, nella consapevolezza di non essere sole anche nell'apparente solitudine e desolazione del carcere.
Matteo

L'ultimo giorno abbiamo restituito alle donne ciò che ci hanno donato. In un luogo disprezzato ho riscoperto Dio che parlava al mio cuore come un sussurro leggero. L'amore che abbiamo portato si è moltiplicato 70 volte 7, facendomi capire che a Dio tutto è possibile.
Mirko
La parte più difficile non è stare dietro alle sbarre. È accorgersi che fuori tutto continua ad andare avanti mentre tu rimani fermo. In carcere impari che la libertà non è fare cose straordinarie, ma poter decidere delle cose più semplici: fare una telefonata quando ne senti il bisogno, fare due passi, ritagliarti un momento tutto per te.
Alice G.

L'incontro con Genny e Gloria mi ha toccato il cuore: hanno visto in me qualcosa di grande che le ha portate a confidarsi subito. Mi hanno fatto capire quanto la vita sia bella e il valore di potersi leggere nel cuore a vicenda.
Rita
Durante la festa dell’Assunta ho truccato alcune donne: sentirsi dire «finalmente mi vedo bella» dopo tanto tempo è stato commovente. Dietro la durezza del carcere ho toccato con mano una grande fragilità che ora porto ogni giorno con me.
Marianna
Nei loro sguardi ho visto la spontaneità delle bambine, tra fragilità e litigi banali. Ascoltare la storia di una donna che faceva l'educatrice mi ha fatto capire che la vita può cambiare da un momento all'altro per chiunque di noi, e dovremmo fermarci più spesso a rifletterci.
A.

