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Una storia di salvezza: Suor Luigia Gazzola "Giusta tra le Nazioni"

  • 5 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Suor Luigia è stata riconosciuta dallo Yad Vashem per aver salvato la vita a tre ebree, è stata celebrata agli Istituti Clinici Zucchi di Carate Brianza, della quale fu madre superiora durante la persecuzione nazifascista.



Ci sono esperienze che, a raccontarle, perdono di intensità, tuttavia proverò a dire la profondità e la bellezza di quello che ho vissuto nel pomeriggio del 5 marzo.


Il motivo? Ricordare suor Luigia Gazzola e gli ebrei della Clinica Zucchi di Carate Brianza: una storia di salvezza. In una cornice di festa sono stati consegnati la medaglia di “Giusta tra le Nazioni” e il certificato d’onore del Memoriale Yad Vashem a uno dei dieci nipoti viventi della suora.




«Avevo solo dieci anni, alcuni ricordi sono confusi, so che in questa struttura sono arrivata e da subito avevo fatto amicizia con altre bambine. Avevo portato con me una bambola e altri giochi. Sapevo che erano giorni tristi per noi. Sono stata battezzata, oggi mi sento in comunione con Dio. Diventata più grande, ho realizzato che i tedeschi mi hanno portato via la mia famiglia, mi hanno tolto tutto. Ricordo che, quando arrivava qualche ispezione, suor Luigia lanciava l’allarme e noi bambine ci nascondevamo sotto i letti dei pazienti; per la mia mamma e per altre ricercate erano pronte cartelle cliniche fasulle, diagnosi di malattie pericolose».

(una delle sopravvissute e salvate da suor Luigia, Serena Milla di 92 anni)


«Era riservata. Nel 1983, due giorni prima della sua dipartita per il cielo, andai a farle visita e solo allora mi confidò che era in atto il percorso per ricordare quanto aveva fatto per alcuni ebrei, su richiesta di monsignor Ettore Castelli». C’era nella sala un silenzio più eloquente di tante parole.

 (il nipote Mario Gazzola, oggi novantenne)


Eravamo consapevoli che il bene fatto da suor Luigia Gazzola era la testimonianza credibile di quello che santa Bartolomea aveva scritto nelle Carte di Fondazione. Infatti, suor Luigia ha testimoniato con la vita, in un contesto storico drammatico, che era possibile fare il bene anche a costo di rischiare la vita. Questo l’avrebbe configurata più da vicino al Cristo, per vivere il carisma di fondazione: fare ogni possibile, soffrire tutto e dare anche il sangue per il bene del prossimo. La vicenda di suor Luigia Gazzola restituisce, oggi, un frammento di luce, capace di squarciare le tenebre, nelle quali anche noi siamo immersi. Ho provato la gioia di appartenere a un Istituto tutto fondato sulla carità.


sr Mariagrazia



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