Attorno a Gesù, sparsi nel mondo
- 9 mag
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 11 mag
Giornata della Fraternità spirituale: un'occasione di incontro e dialogo a Lovere per le famiglie, le giovani coppie e per quanti condividono con noi il carisma di Carità
Nel pomeriggio, poco alla volta, arriviamo: famiglie con bimbi, giovani coppie, adulti, suore. Confluiamo da strade diverse, qualcuno da vicino, altri da luoghi più lontani. Ci incontriamo portando con noi frammenti di vita quotidiana: fatiche, desideri, volti, storie.

Una cartina poggiata su un cavalletto mostra i luoghi da cui ciascuno proviene e, nel mezzo, Lovere. Un filo viene annodato al proprio paese e poi congiunto a quello che viene dopo: non siamo isole separate. C’è un legame che ci raccoglie.
È iniziata così la giornata di Fraternità Spirituale 2026: fili sparsi che diventano rete; un segno concreto di comunione.
Sulla terrazza dell’Oasi Capitanio risuonano alcune parole del Vangelo. Parlano di fragili semi, di rete gettata nel mare, di sale e di luce. Gesù racconta il Regno di Dio attraverso immagini quotidiane: un granello di senape, un pugno di sale, una lampada accesa. Immagini che non parlano soltanto a noi, ma di noi.
Siamo noi quel seme gettato nella terra: piccoli, eppure consegnati da Dio al mondo perché possa nascere vita per molti e riparo per altri. Siamo rete che può intessere legami, siamo sale chiamato a custodire il sapore del Vangelo nelle cose di tutti i giorni.

A due a due ci disperdiamo tra il giardino, la collina, le strade del paese… Ciascuno prova a raccontare il proprio terreno: la famiglia, il lavoro, le relazioni; le sfide, le ferite, le speranze. E ci diciamo ciò che, nel dialogo, colpisce il cuore.
Il cammino conduce alla Cripta. Al centro, nell’Eucaristia, c’è il Signore che ci attende. Il Vangelo proclamato è quello degli apostoli che tornano da Gesù e vengono invitati a stare con Lui in disparte, per riposarsi un po’. Attorno all’Eucaristia riscopriamo che la fraternità non nasce dalla somiglianza dei caratteri, dalla frequenza degli incontri, dalle affinità delle idee, ma dalla Sua Presenza condivisa.
È Gesù che ci rende fratelli e sorelle e ci sparge come seme nel mondo. Dopo un tempo di adorazione silenziosa, saliamo in processione verso il santuario per pregare, con Bartolomea e Vincenza e con tutta la Chiesa, i primi vespri della domenica.

I piccoli semi di senape consegnati a ciascuno al termine della preghiera sono per tutti noi memoria della chiamata del Signore a cui, ancora una volta, abbiamo risposto con il nostro “Eccomi!”.
Lui ci tiene nella sua mano e ci “sparge” là dove viviamo ogni giorno.
“Per me la sorte è caduta su luoghi deliziosi” — diceva il Salmo 15 che abbiamo pregato. Deliziosi non perché facili, o perché corrispondenti ai nostri desideri e alle nostre aspettative, ma perché sono terra che Dio ama: terra che vuole raggiungere e fecondare con la sua Vita.


